DOMENICA 28 DICEMBRE
ORATORIO DI COLLI DEL TRONTO
DALLE 20:00
Il Collettivo Studentesco Lotta di Classe organizza:
ANTI XMAS
Vino
Birra
Pennette
Porchetta
Concerti: TRATTI BOO(folk sperimentale, AP), LA RAJE(HardCore, Te), UFFICIO OGGETTI SMARRITI (PostPunk, AP), DEATH CHAMBER(Thrash metal, SBT), DEGENERO (HardCore, Te)
chi non viene è un menscevico
ENVER HOXHA, ORA PRO NOBIS
Solidarietà agli insorti di Grecia!
Sabato scorso, nel quartiere di Exarkia ad Atene, la pallottola di un poliziotto ha stroncato la vita di Alexis Grigoropoulos, 15 anni. Contrariamente a quanto riportato dai servi della cosiddetta Informazione, Alexis non è stato ucciso durante un corteo di protesta o un attacco alla sbirraglia: è stato abbattuto mentre trascorreva il sabato sera con gli amici. Uno sbirro, indispettito da qualche parola forte partita da un capannello di gente nella piazza, lo ha ammazzato a sangue freddo (pare che abbia addirittura preso la mira dopo essersi allontanato).
Il resto è oramai noto: l'ennesimo omicidio di Stato ha acceso la rabbia di un popolo mai domato, già esasperato dall'aumento dei prezzi, dai tagli allo stato sociale, dalla repressione del dissenso, dalle morti sul lavoro. Negli ultimi anni, con l'ingresso nell'unione europea, la Grecia è stata dilaniata da un processo di modernizzazione forzata, cui vengono sacrificati l'ambiente naturale, le garanzie sindacali, l'occupazione, l'accesso all'università. Il tutto nel delirio di Sicurezza che sta investendo l'Europa dopo l'undici settembre, e sotto l'egida di un governo (presieduto dal conservatore Kostas Karamanlis) che non ha niente da invidiare a quello dell'immondo Berlusconi.
Quello che i giornali non dicono è che in Grecia centinaia di migliaia di persone non si stanno rivoltando semplicemente contro un governo corrotto, o una riforma universitaria, o l'ennesimo libro bianco sul lavoro: nel mirino degli insorti stanno il capitalismo mondiale e il suo servo locale, lo Stato greco, riconosciuto, al pari di tutti gli altri, nemico. Così gli insorti hanno attaccato negozi e auto di lusso, caserme, banche, supermercati. Così hanno preso d'assalto il parlamento, la Banca Nazionale e hanno occupato le università. Oggi, in Grecia, è un'intera vita di miseria che viene presa d'assalto. Con una lucidità che brilla quanto le fiamme che divampano ad Atene, Salonicco, Patrasso, Corfù, Rodi, Volos, Creta, Ioannina...

Quello che i giornali non dicono è che su questa Rivolta senza capi soffia il vento del più forte movimento anarchico d'Europa, un movimento nato da quella straordinaria onda antiautoritaria che tra il 1973 e il 1974 demolì il fascismo a stelle e strisce dei Colonnelli, pagando con 44 morti, migliaia di arrestati e torturati.
Quello che i giornali non dicono è che la Grecia, mettendo in ginocchio il Governo e i suoi armati, sta dando a tutta l'Europa un esempio luminoso di forza e determinazione, dimostrando che nell'Occidente dominato dalla dittatura del mercato (con la sua polizia ad ogni angolo di strada, col disprezzo per la vita della gente sempre più ostentato dai politici di ogni colore) E' POSSIBILE ATTACCARE, ROMPERE, DEMOLIRE LA GABBIA.

Non passa giorno, qui in Italia, senza che delle persone muoiano sul lavoro, avvelenate da un inceneritore o da una Grande Opera, rinchiuse in una galera o in una questura, colpite da uno sbirro o da un fascista. E noi cosa facciamo? Per quanto ancora ci limiteremo a tifare di fronte a una trasmissione di Santoro, ad indignarci su un best-seller di Travaglio, a sperare nel prossimo governo di centro-sinistra, a sfilare in parata con l'autorizzazione della Questura o tutt'al più a bloccare qualche strada o qualche ferrovia? Per quanto ancora continueremo a lamentarci, invece di rivoltarci davvero?
SOLIDARIETA' AGLI INSORTI DI GRECIA - LIBERTA' PER GLI STUDENTI E I COMPAGNI ARRESTATI
ALEXIS VIVE !
LA LORO LOTTA E' LA NOSTRA
RIVOLTIAMOCI OVUNQUE !
"Siamo tutti in primo piano adesso, non spegni il sole se gli spari addosso!"
LdC
L'11 marzo 2006 in corso Buenos Aires tra le dodici e trenta e l'una e un quarto un gruppo di circa duecento o trecento manifestanti cerca di opporsi alla sfilata autorizzata di più di cinquecento militanti di fiamma tricolore, base autonoma, f ronte veneto skinhead. Tra i manifestanti e i militanti di estrema destra si frappone la polizia. I manifestanti erigono una specie di barricata all'incirca all'altezza dell'incrocio tra via panfilo castaldi e corso buenos aires. Nel giro di una mezz'oretta si assiste a uno scambio di lanci: da un lato sassi, petardi e un razzo nautico lanciato ad altezza uomo; dall'altro lacrimogeni come se piovessero. Nello stesso periodo si assiste al danneggiamento di alcune auto, al loro incendio (che nel caso di un motorino si propaga all'edicola in prossimità dell'incrocio) e al danneggiamento di alcuni esercizi commerciali tra cui un AN point che verrà dato alle fiamme. Dopo una prima carica scoordinata e poco convinta, la polizia effettua una vera e propria carica di centinaia di metri con tutti gli effettivi o quasi (stiamo parlando di 300 tra poliziotti e carabinieri), le cui propaggini arrivano fino in città studi (circa due o tre chilometri dai fatti). Il bottino alla fine dell'operazione è di 46 fermi.
Cinque persone vengono accompagnate in questura, identificate e immediatamente rilasciate. Per tutti gli altri il fermo diventa arresto. Tre persone vengono però scarcerate domenica 12 marzo, alla sera. Il 16 marzo il GIP non convalida l'arresto di un'altra persona (che però poi verrà rinviata a giudizio dal pm e assolta), e i tre minorenni vengono mandati agli arresti domiciliari. Tra il 18 e il 21 marzo vengono scarcerate altre 9 persone. In carcere rimangono dall'11 marzo al giorno della sentenza 19 luglio (oltre 100 giorni) 25 persone.
Per tutte le persone scarcerate (escluse tre) il pm chiede l'archiviazione. Due delle persone scarcerate e poi rinviate a giudizio da Basilone, vengono assolte; la terza viene condannata a 50 euro per porto d'armi (un coltellino svizzero). Quindici delle ventuno persone scarcerate hanno affermato di aver partecipato alla manifestazione per impedire la sfilata dei neofascisti. Per almeno una delle persone scarcerate le foto la ritraggono in prossimità della barricata.A processo vanno 29 persone: una persona per porto d'armi (quella del coltellino); 28 per devastazione e saccheggio (le 25 persone in carcere, uno degli scarcerati senza misure cautelari, una degli scarcerati e un militante dei CARC di Torino con l'ennesimo arresto non convalidato dal tribunale del riesame).
Delle 28 persone imputate di devastazione e saccheggio, 10 vengono assolti e 18 condannati a 4 anni, il minimo della pena per il 419 c.p. considerato il rito abbreviato e le attenuanti.
Il collettivo studentesco "LOTTA DI CLASSE" di Ascoli Piceno esprime massima solidarietà ai compagni di Milano colpiti dalla repressione di Stato, per essersi opposti ad un corteo di fascisti, cioè ad una parata di nostalgici che inneggiavanao al duce sventolando celtiche e tricolori. Lo stesso tricolore che rappresenta uno stato democratico ed antifascista, ma che allo stesso tempo finanzia e si rende mandante di chi a sua volta prima acconsente poi difende queste tristi manifestazioni. La stretta amicizia che intercorre tra forze dell'ordine, politici e fascisti la conosciamo e non ci stupisce, ma la cosa che ci rende sbalorditi e senza parole è questa condanna definitiva che rappresenta un precedente realmente pericoloso. LdC