E' in questo clima di repressione che fioccano le denunce sugli studenti fiorentini, ormai presi di mira dalla questura, che si riuniscono i vari g8 per decidere le sorti del mondo, che muoiono operai sul lavoro, che continuano le guerre, che aumenano i precari, i disoccupati e i cassintegrati. Bastano poche parole per smascherare le quotidiane e ipocrite bugie di chi manda avanti queste ingiustizie e per questo non daremo ascolto alle pretese di ordine pubblico delle istituzioni, come non daremo ascolto alle ingiurie dei cravattari destroidi e agli appelli alla calma degli intellettuali sinistroidi, perchè l'unica risposta alla violenza dei padroni è la difesa autorganizzata. Il 16 siamo riusciti a dimostrare che non siamo muti e che la città risponde alla violenza poliziesca, come a Torino eravamo ben presenti (24 poliziotti feriti sono una buona dimostrazione di presenza e contrapposizione) durante il g8 universitario.
Con i fatti di Prato si è voluto ribadire il messaggio: non protestare, sti in silenzio, sii buono e docile e eviterai le botte, potendo goderti la tua misera e precaria vita. Ma noi non possiamo fare altro che incazzarci ancora di più e ribadire ancora una volta la contrapposizione necessaria ad uno stato auotritario, classista, criminale e violento.

